Piazze d’Europa: no alla pizza genovese, si ai taralli pugliesi

Questa mattina abbiamo fatto un giro a Piazze d’Europa, la manifestazione che si tiene ormai da 8 anni a Grosseto organizzata da Ascom Confcommercio in collaborazione con Fiva (Federazione italiana venditori ambulanti) e Ueca (Unione europea del commercio ambulante), con il patrocinio del Comune di Grosseto e della Camera di commercio.

Piazze d’Europa è una fiera della gastronomia, con tanti gazebo con cibo da mangiare sul posto, ai tavoli self service, e tante prelibatezze da portare a casa .

Ogni gazebo è caratterizzato dalla provenienza geografica e dai sapori legati a quella terra, che sia una regione italiana (puglia e sardegna le più frequenti) o una località europea, dalla Svizzera alla Grecia, ma anche internazionale con i ristoranti argentino e brasiliano (entrambi propongono carne arrosto), ed il gazebo con i dolci americani .

Il forte profumo delle varie grigliate di carne, dal maialino sardo alla pecora umbra, pervade tutta la fiera, fino a che non si arriva agli stand locali con la frittura di pesce e la zuppa di moscardini .

I tavoli più colorati sono quelli con il marzapane siciliano, lavorato a forma di frutta e dolcetti.

Molto presente anche tutta la varietà dei formaggi italiani, dove la classica forma delle nostre Alpi rivaleggia con i colorati e curiosi formaggi olandesi, di un verde acceso (il formaggio al pesto) o arancione .

Tra le tante prelibatezze, al nostro secondo giro e quindi dopo aver visto tutto, per fare uno spuntino ci siamo fermati ad uno stand genovese che offriva una pizza dall’aspetto molto invitante.  Molti gusti, sia ripieni che guarniti, dove melanzane, pomodori interi, salsiccia e olive occupavano tutto lo spazio della fetta.

Abbiamo scelto una pizza formaggio e bietole .
pizza genovese formaggio e bietolePizza farcita dall’aspetto sinceramente invitante . Un bel quadrato generoso, devo ammettere, che però si è rivelato costosissimo .scontrino pizza genovese10,80 euro un pezzo un pezzo di pizza genovese. Il prezzo non è al pezzo, ma a peso . Dovevamo forse notare che non c’era prezzo esposto da nessuna parte . Ci è stato fatto notare che costava un po’, ma non era certo la focaccia dell’Esselunga (paragone usato in termine dispregiativo), ma un prodotto di qualità artigianale . E la qualità si paga.

Siamo partiti bendisposti ad assaggiare questa prelibatezza, infatti la foto è stata fatta dopo i primi morsi, convinti che avrebbe giustificato il suo prezzo .

Delusione totale .  Era proprio una focaccia dell’Esselunga o qualsiasi altro prodotto di pizza confezionato.

Il sapore era olioso, unto . La pasta non sembrava niente di particolare, molliccia più che soffice, sicuramente non un prodotto di lunga lievitazione, il ripieno niente di particolare .

Una qualsiasi pizzeria locale offre una pizza migliore dello stand genovese . Molto accattivante all’occhio, molto deludente al sapore. E costosa senza alcuna giustificazione.

Lo stand più affollato era quello dei prodotti pugliesi: olive di ogni genere, taralli, cipolle ed agli in agrodolce . Probabilmente la folla era numerosa perchè i vassoi con gli assaggi erano generosi e continuamente riempiti.

Ma dopo l’assaggio erano molti quelli che passavano all’acquisto .

Le olive erano corpose e saporite, i taralli in otto gusti diversi . Ho assaggiato quelli al finocchio, gusto pizza, ma poi abbiamo comprato i taralli alla cipolla, gustosi ed i taralli glassati al limone, molto particolari, un misto tra dolce e salato.
taralli pugliesi

Tre etti per ogni tipo, costo circa 7 euro (prezzati 12 euro al chilo) . Due buoni sacchetti portati a casa più leggeri perchè ogni tanto affondavano la mano a pescar l’uno o l’altro tarallo, difficile resistere.

Piazze d’Europa: no alla pizza genovese, si ai taralli pugliesi ultima modifica: 2015-10-24T15:19:49+00:00 da mangiocongusto
Share

Un pensiero su “Piazze d’Europa: no alla pizza genovese, si ai taralli pugliesi

Hai qualche suggerimento ? Serve aiuto ?