Il sapore di ciò che non si vede ed il vino per cucinare

Ogni famiglia ha le sue abitudini culinarie. Nella mia famiglia da sempre una bella pasta viene accompagnata da una buona quantità di parmigiano grattugiato, direttamente nella zuppiera da cui poi tutti vengono serviti dopo una buona mescolata che amalgama il formaggio alla pasta.

Non tutti però gradiscono il formaggio nella pasta e se si può fare in questo modo in famiglia è assolutamente ineducato farlo quando si hanno ospiti a tavola e mai potrebbe essere accettato in un ristorante.

Per gli strani casi della vita una persona che assolutamente non gradisce il formaggio grattugiato nella pasta è diventata mia moglie, anima gemella in tutto il resto ma non nel mangiare.

Ovviamente spesso ha pranzato a casa mia da fidanzati ed ancora oggi prova la cucina della suocera nel pranzo domenicale.

Ma le abitudini sono difficili da cambiare, specialmente quelle dove non si sentono reali motivi per doverle cambiare, e così ogni volta bisognava ricordare al cuoco di turno di non mettere il formaggio nella pasta a fine cottura, ma di servirlo in tavola a parte.

Non sempre sono arrivato in tempo per ricordarlo ed in quei casi ho avuto sempre la stessa risposta : “tanto non si sente” !

No, se ben mescolato un po’ di formaggio non si vede, ma certamente si sente, altrimenti sarebbe un ingrediente inutile ed a noi non piacerebbe così tanto.

E’ un aneddoto reale che dimostra come spesso si sottovaluti l’importanza di alcuni ingredienti, specialmente di quelli che a seguito del processo di cottura scompaiono amalgamandosi con il resto.

E’ invece importante ricordare che ogni singolo ingrediente, in quantità anche minime, contribuisce a dare il sapore ed il profumo al piatto che si sta preparando e non si può trascurarne la qualità o si potrebbe compromettere l’intera preparazione.

Un consiglio che sicuramente convince tutti, ma che è spesso palesemente disatteso con il vino. Il vino per cucinare chissà perchè non viene mai considerato importante.

Spesso nelle case si ha un vino da bere ed un vino di minor qualità per cucinare. Chi non beve vino a tavola compra per cucinare il vino più economico che riesce a trovare.

Ma il vino è un profumo importante, che lascia il suo ricordo nel gusto e nel profumo del piatto e usare un vino di scarsa qualità non è una buona idea .

Anzi per cucinare si dovrebbe usare un vino ricco di sapore ed aromi, che possa trasmetterli al piatto per esaltare le ricette. Se si deve usare vino scadente è meglio non usarlo per niente.

L’ideale dove possibile è utilizzare lo stesso vino con cui poi si pasteggia, in modo da abbinare il gusto del mangiare a quello del bere, in una continuità di sapori e profumi.

Se, come rispondevano a me, tanto non si sente, non avrebbe senso usarlo per cucinare. Si sarebbe usato semplicemente acqua, invece le doti del vino come condimento sono note da secoli.

E visto che si sente il vino bisogna stare attenti a non farlo sentire troppo, sfumandolo a dovere.  Deve essere utilizzato con la padella caldissima ed in assenza di altri liquidi,in modo che i vapori dell’alcol possano evaporare .



Il sapore di ciò che non si vede ed il vino per cucinare ultima modifica: 2012-01-19T23:28:31+00:00 da Salvatore - admin
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